L’azione si svolge in un ristorante di provincia all’ora di pranzo. I commensali sono 3, probabilmente trattasi di padre, madre e figlio (non maggiorenne). Come personale di sala un solo cameriere che svolge tutte le funzioni compresa sommellerie.
La postura delle tre persone è molto rilassata ed i gesti sono a loro volta pacati e dolci. Il padre e la madre, infatti, dialogano tra loro amabilmente rivolgendo al figlio sguardi amorevoli che si traducono non solo in un atteggiamento di apertura verso di lui (il papà seduto alla sua sinistra rivolge sempre la testa ed il corpo verso il figlio; mentre la madre – che siede di fronte a lui – si sporge in avanti con il corpo), ma anche con un tono di voce molto pacato e rilassato. Si ha la sensazione che la famiglia abbia preso questo momento per passare qualche ora insieme allontanando tutto ciò che è esterno.
Curiosamente nel locale (a dire il vero alquanto vuoto in quel momento) è accesa una televisione che commenta fatti di cronaca ai quali la famiglia sembra non dare attenzione perché impegnata in una fitta conversazione. Al momento dell’arrivo del cameriere, interessante notare come ci sia un momento di pausa che però non sembra infastidire anzi, entrambi gli adulti fanno un sorriso e si rivolgono con il corpo verso questa persona quasi a dimostrare un’apertura ed una disponibilità all’ascolto.
Si mette in relazione la famiglia e il cameriere non solo ovviamente per la soddisfazione del bisogno (devo ordinare per mangiare) ma per creare un momento di condivisione nel quale c’è uno scambio (il cameriere suggerisce anche alcune pietanze e degli extra menu). Interessante vedere come ci sia anche un’attenzione al ruolo specie per la scelta del vino.
Il cameriere, infatti, si rivolge all’uomo per la richiesta di quale bottiglia portare. Identificativo del retaggio che sia l’uomo a scegliere determinate cose e come l’uomo lo abbia assunto come dimensione identitaria. Infine, un’altra interessante notazione arriva nel finale dell’ordine.
L’uomo che ha in mano il menù, lo chiude quasi subito, consegnandolo al cameriere. Si identifica in questo gesto il fatto che si affidi a lui per la scelta. Un’azione non accompagnata da parole che però è automaticamente compresa dall’altra persona (che infatti dopo qualche secondo, interpretando il gesto afferma: “bene ci penso, io”).
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