Il grande dibattito sul futuro del giornalismo è quotidianamente all’ordine del giorno anche nello specifico dei settori specializzati. Sicuramente i tempi sono cambiati (frase che sentiamo ripetere come un ritornello) e la professione deve evolversi. I dati sulla lettura ci indicano uno spostamento di attenzioni da parte di varie generazioni. Come giornalisti settoriali, ovviamente, non facciamo eccezione. Quindi? Come porsi? Cosa dobbiamo cambiare? Da tempo, ormai, sono dietro all’analisi sugli effetti delle Intelligenze artificiali anche sulla comunicazione ed il rapporto con il giornalismo.
Allo stato attuale, con una forte preponderanza di utenti a livello nazionale e mondiale che utilizza i GPTS come ausilio e fonte di informazione, il passaggio chiaro da fare è quello di creare strumenti informativi che dialoghino con queste nuove strutture digitali.
Il punto nodale sta nell’autorevolezza che, con le nostre professionalità, possiamo dare all’informazione ed essere riconosciuti dalle “chat” come fonte primaria e quindi ciò che scriviamo essere letto dagli utenti.
Sembra un paradosso. Le persone non leggono il giornale direttamente, ma potrebbero leggerlo attraverso chat GPT. Ma sarà sempre di più così e, sono sicuro, che la professionalità sarà ripagata perché le IA daranno autorevolezza a chi svolge il lavoro in modo serio e con attenzione.
Inoltre, siamo anche di fronte anche a nuove generazioni che necessitano di combattere il fenomeno delle fake news e ricercano fonti autorevoli.
Il nostro ruolo sarà sempre più, quindi, quello di essere al centro della buona informazione.
Dobbiamo solo renderci conto di questo.
Consulente strategico, Relatore Pubblico, Sociologo e Formatore.
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